ebbene, il conobbi

due chiacchiere col Maestro Mehta. Nessuna intervista (per ora: sogno di concordarla a breve), le domande che avevo redatto mi sono apparse quantomai idiote, ed inoltre non ce la farei a metterla sul sito prima del concerto di domani sera: in compenso abbiamo parlato di premi musicali e varie amenità. Domattina riprendiamo il filo del discorso in San Lorenzo.
Nel frattempo, le prove: meno didattiche di quelle di Muti ma ugualmente meticolose, quasi maniacali in certi dettagli.
L’esecuzione della Incompiuta promette benissimo – attenta e morbida, classica, a pochi dettagli dalla mia personale idealità. Purtroppo è verosimile che la acustica della chiesa alteri questo delicato equilibrio, ma il valore interpretativo svetta. Anche Mozart (KV 364) è filato via liscio e molto applaudito dagli studenti astanti per l’esecuzione dei due solisti Horvath e Winkler. Meno coinvolgente la ouverture di Rosamunda (cioè la Zauberharfe, D644), direi più che altro per minore qualità della scrittura schubertiana, che comunque esplicita nel finale un evidente apparentamento (negli ottoni) con un tema della schubertiana sinfonia Grande! Come sempre ho imparato qualcosa.
Intanto qui a Firenze son giorni stracarichi di musica. San Marco, ieri, mi ha fatto abdicare non solo alla importante Atenaide, ma anche ad una più estemporanea kermesse di classica e balletto sotto casa mia, dinanzi all’ambasciata americana. Sempre in tema di ambasciate, ho appena ricevuto i saluti di Darko Brlek, formidabile clarinettista e Direttore Artistico del Festival di Lubjana, che ho conosciuto nel lontano 2003 applaudendolo nell’impervio Weber. Peccato non poterlo ascoltare in replica domani, per la concomitanza con Mehta, ma chi nicchia per San Lorenzo non si perda il suo KV 622!

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4 Risposte

  1. Bob, sono contento per te, è un bellissimo risultato una frequentazione sì nobile!
    Ciao.

  2. pensa che – con altre persone si intende – sono stato anche a passeggio col Maestro per le strade del centro, conversando di musica. Mi sono sentito a metà tra un personaggio della “Scuola di Atene” e Tony Manero 😉
    tutto questo aiuta molto contro la sociofobia 🙂

  3. … moooooolto neoplatonico!

  4. …e io ho seguito tutto ciò in differita cellularfonica (!), mentre mi auto-riesumavo dalle scartoffie del catasto (‘tacci loro…)…che bello!
    😀

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