di musica e dolori

cinque anni fa moriva tragicamente, a Berlino, Giuseppe Sinopoli. Nel giorno in cui si celebra festosamente e debitamente un grande Maestro alla sua settantesima primavera, sarebbe bello fosse dedicato un minuto anche a un altro grande Maestro meno fortunato con le Parche – in una città che lo ha trattato piuttosto male e che in qualche modo dovrebbe sentirsi chiamata ad una tardiva riconciliazione. Intanto, in edicola, The Classic Voice gli dedica un documento importante: una finora inedita registrazione del Requiem Verdiano con la Staatskapelle Dresden, risalente a pochi mesi prima del famigerato aprile 2001.

Venti anni fa, Chernobyl. L’inorganico reattore ed il circostante sono ancora incandescenti: figurarsi come stanno le persone. Proprio a Berlino, la città dell’Aida fatale, si tiene – domenica 24 – un concerto con Thomas Quasthoff e proventi a favore delle piccole vittime della tragedia. Pliable ci fornisce impeccabilmente i dettagli dell’evento e gli altri modi per poter aiutare questi innocenti anche a distanza.

L’ultima notizia è per Amnesty, che ha appena varato – lo apprendo dai tg – il rapporto sulla pena di morte nel mondo. Una delle tante metastasi del pianeta, ma per me fra le più odiose perché applicata all’ombra della ragione, quando con la ragione non ha nulla a che spartire. Non trovo ancora il link, lo metterò quanto prima nei commenti.

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8 Risposte

  1. Sinopoli è stato un grande direttore e come tutti i grandi è stato avversato e disprezzato.Firenze si è comportata malissimo con lui e ricordarlo con affetto e nostalgia per le sue interpretazioni è doveroso!
    Il requiem di Versiè intenso e struggente e raccoglie tutta la sua visione “classica” e tragica della vita e della morte.
    Bisognerebbe ascoltare più spesso i suoi dischi (butterfly, tosca, ed anche il ring bellissimo di Bayreuth che non è mai stato pubblicato).
    Duccio

  2. Concordo pienamente con Duccio.
    In particolare ho apprezzato molto Sinopoli come Direttore wagneriano, perchè come ben sai, Bob, pendo da quella parte.
    Oggi sul mio blog ho voluto fare un piccolo test…diciamo così…sono sconcertato!
    Ciao 🙂

  3. è una cosa a cui penso sempre con molta rabbia: ero tra il pubblico del Pelleas che ha fischiato Sinopoli .. abbandono del Comunale, sua scomparsa dopo pochisismo tempo. La vivo davvero come una macchia, ed ogni volta che mi trovo ad ascoltare una sua registrazione mi do del cretino convinto. Però lui è un grande direttore, un grandissimo e sa, ne sono convinto, che le contestazioni nascono da mille fattori e, comunque, sono legate alla specifica serata, alla specifica interpretazione .. Insomma .. gli ho già chiesto scusa mille volte.. lo rifaccio ancora…. 😉

  4. Hai ragione Bob: il Requiem di Verdi diretto da Sinopoli è davvero bellissimo.
    Però non è inedito.
    Circola da anni in Germania.
    Semplicemente The Classic Voice si è accorta che esisteva.

  5. Dimenticavo: i colloqui con Giuseppe Sinopoli sono tra i miei ricordi più belli di “addetto ai lavori”.

  6. Megbr: la sfortuna di quella edizione è stata di accostare la direzione del Maestro ad un cast sciapo e soprattutto ad una regia inguardabile (Dieter Dorn). Non so in che giorno tu vi abbia assistito, io c’ero il 24 giugno e ne sono successe di tutti i colori, compreso il sipario che, salendo nel secondo atto, ha iniziato a cigolare GNIK GNIK GNIK, ed il Maestro a dover riattaccare dall’inizio con un espressione in volto, parafrasando il film, da “tutte le imprecazioni del mondo”….
    Io però riuscii ad isolare il sinfonico da tutto il resto, applaudii ed anzi battibeccai con una francese nella fila davanti che aristocraticheggiava criticamente…

  7. posso dirlo?[..] tra tante voci adoranti, confesso che la lettura mutiana del , ascoltata giovedì sera alla tv, non mi ha affascinato. Se fossi cattivo chioserei: agogica ad uso ciuffo (vedi il famoso – o famigerato – a 78 giri). Ma non lo sono, e mi limito ad e [..]

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