an enchanted evening

con un autentico fuori programma dovuto alla visita di un amico orchestrale, ho passato il pomeriggio di ieri seguendo col fiato sopeso le prove del Maestro Riccardo Muti, che come sapete sale sul podio questo fine settimana al Comunale.
La prova d’orchestra è per l’appassionato una delizia che verosimilmente supera l’evento stesso del concerto "ufficiale". E’ come assistere al miracolo di una vita che nasce, potendo ancora scindere e comparare gli apporti genetici di due realtà dialettiche destinate a fondersi: partitura ed interpretazione.
A migliorare ulteriormente tutto ciò si sono aggiunti altri fattori, che elenco in ordine di importanza crescente.

Per prima cosa le condizioni ottimali di ascolto (poca gente e molto attenta = silenzio pressoché totale). Poi la finissima qualità della musica eseguita – queste "sette ultime parole" di Haydn, in versione orchestrale, hanno episodi di vera eccellenza. Le ritengo in certi punti superiori anche alle assai più celebrate sinfonie della maturità.
Infine lo spessore dell’interprete, che ha saputo mostrarmi in molti dettagli, oltre al celebrato aspetto strettamente "musicale", tutta la sua attenzione psicologica verso i componenti dell’orchestra, e il profondo scavo ermeneutico e addirittura antropologico che precede le scelte. Senza dimenticare una comunicatività (professionale ma) piacevole ed aperta, palesemente in contrasto con l’iconografia seriosa ed austera che gli è stata costruita addosso negli anni.
Mantenendo doverosamente il riserbo sui dettagli della interpretazione che ho potuto cogliere, non rinuncio a testimoniare un autentico godimento d’ascolto di fronte ad una splendida lettura haydniana. Proprio un bel pomeriggio!

(Chi non può presenziare ai concerti non perda la diretta radiofonica di domenica. Il discofilo apprezzerà anche il DVD della esecuzione tenuta con la Filarmonica della Scala in San Francesco ad Arezzo, in occasione del restauro degli affreschi di Piero della Francesca).

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7 Risposte

  1. Il Maestro Muti a Firenze è molto diverso dal Maestro Muti a Milano!
    Anzi, direi proprio che è un’altra persona.
    Sapessi che risate in camerino…

  2. > poca gente e molto attenta = silenzio pressoché totale

    ah, che meraviglia!

  3. che meraviglia assistere alle prove! decisamente più interessante delle esecuzioni, anche perchè manca quel nn so che di artefatto che si avverte ai concerti…

  4. Ma questa “trasfigurazione” di Muti da un teatro all’altro deriva solo dal rapporto difficile con l’orchestra scaligera?
    Secondo voi da dove è nato tutto questo pandemonio?

    Che begli amici che hai, blogregular! 😉

    Yours

    MAURO

  5. > Che begli amici che hai, blogregular! 😉

    grazie! ;-P

  6. Con il pro bowl termina la stagione! ma l’anno prossimo i falcons trionferanno! 🙂

  7. Ho ascoltato in differita il concerto di Muti con la Bartoli… Meglio è tener su ciò la lingua muta .
    E non per la Bartoli, accidenti.
    Ciao 🙂

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