la diva Julia

Più o meno a mezzanotte è calata la tela sulla odierna recita del Don Giovanni al Carlo Felice di Genova. E conseguentemente è terminata la diretta radiofonica di radiotre che ho seguito sbracato sul letto, in un orrendo – lo confesso – pout-pourri visivo di mie poesie da rivedere e di reality show a volume zero. Le mie poesie macerano non dico cosa, as usual; alla tele c’era una fascia pro-tetta con Bambola Ramona e Selvaggia Lucarelli. Del resto pure sul sito del teatro si parla di allestimento sexy: ho cercato di surrogare il contesto. Smile.
Ero molto incuriosito poiché nei giorni passati una fuga di notizie riferiva di un Erwin Schrott molto soddisfatto, che si sentiva "all’inizio di un nuovo percorso". Dunque, massima attenzione d’ascolto alla trama wolfangodapontesca, in parallelo virtuale e sms-fonico con la futura (3 nov.) osservatrice romana.
Dopo attento esame, abbiamo deliberato esiti eterogenei per il cast.

Piacendoci molto le vocalità di Donna Anna – Svetla Vassilieva e Leporello – Nicola Ulivieri, il quale ultimo ci rende un catalogo davvero impeccabile e pulito. Discorso a parte per il citato dissoluto punito , che, stando a quanto abbiamo ascoltato, sovverte significativamente la recente [vedi archivio] interpretazione fiorentina del ruolo, per offrire un Don Giovanni vocalmente più bruno, maturo, premeditato nei suoi intenti licenzioso-criminosi (per converso, un po’ meno energico).
Davvero una trasformazione profonda – quasi furtwangleriana – che va naturalmente valutata anche alla luce del comportamento scenico.
Dal lato del "non ci ha fatto impazzire" stanno invece, alas, la Donna Elvira di Idliko Komlosi – il paragone con la Frittoli del Maggio è, allo stato, ingrato – e l’Ottavio di Francesco Meli. Io ci metterei anche la Zerlina di Marina Comparato, Giò è ver’ lei più concedente; certo non fortunatissima, Zerlina, perché proprio in concomitanza con l’aria Batti Batti etc. si è avuto un episodio di autentica entropia orchestrale.
Episodio unico. Infatti la palma d’oro della serata va alla ottima direzione d’orchestra di Julia Jones, addirittura eccelsa nel primo atto, raggiungendo una rara bellezza di timbro ed una perfetta, quasi telecinetica simbiosi coi cantanti.
Ho molto piacere per questa affermazione della bacchetta inglese. Ho avuto la chance di assistere al suo Lohengrin al Comunale nell’autunno del 1999. Dovette raccogliere il testimone nientemeno che dal compianto Giuseppe Sinopoli, il quale – dopo un Pelleas tanto interessante quanto maltrattato da regia e pubblico –  lasciò di punto in bianco il suo fresco ruolo di Direttore onorario del teatro. Bene, Julia infranse ogni scetticismo e perplessità, e diede forma ad un cavaliere del cigno di non comune imponenza, voluttà cromatica e nitore. Facendo da degno controcanto alla regia di Luca Ronconi.
Dopo questa conferma mozartiana, non esito a dire che abbiamo un grande direttore operistico in rosa.

Se a queste tematiche pregevoli si aggiunge la curiosità per la regia "estrema" di Davide Livermore (accolta, ci sembra, bene dal pubblico), il risultato si traduce in un consiglio a non perdere questo allestimento.

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7 Risposte

  1. Ottimo Don Giovanni, assolutamente imperdibile! D’accordo su Ulivieri, eccellente, naturalmente Erwin, magnifico, ma non sulla Comparato, la migliore Zerlina degli ultimi tempi, di gran lunga superiore in voce e recitazione alla Cangemi. Buona la Vassilieva, ma non sempre perfetta, troppo Giovane Meli, velo pietoso su Komlosi e, personalmente, anch sulla Jones. Regia, allestimento e costumi eccezionali! Grande Livermore!! Daria

  2. Io mi pronuncerò solo dopo averlo visto/sentito in teatro, non mi fido molto dei microfoni.

  3. Daria, io sul vorrei e non vorrei l’ho un po’ persa di vista… piuttosto mi colpisce questa diversità dei nostri esiti critici sulla Jones – anche perché mi concederai che l’eccellenza di un cast deriva in buona parte dalle scelte direttoriali. Il direttore è anche maestro concertatore, no? 😉 comunque ora vado a spulciare un po’ su IAMC.

  4. intanto, per completezza, aggiungo la recensione di D.Toschi @ operaclick

  5. meravigliosi gli”Addii” di Haydn che possiamo gustare nel tuo blog!
    dove sei finito bob che da secoli non ti vedo? g*

  6. Sì, per carità, tutto vero quello che dici, ma ho avuto l’impressione che la Jones fosse molto nervosa, un po’ ‘secca’, e che mano mano si sia ‘sciolta’ arrivando a un risultato più decoroso. Questo vale anche per la Comparato, bravissima, spesso ‘coperta’ da alcune intemperanze orchestrali, che sono riuscite a coprire persino Erwin nella scena finale col convitato di pietra su cavallo alato. Comunque, ribadisco: imperdibile!

  7. P.s. ho letto adesso la recensione di Toschi… praticamente mi ha letto in testa sulla Jones! infatti la sinfonia è stata abbastanza deludente.

    P.s. sono stata anche al Tancredi… inguardabile, da ascoltare ad occhi chiusi, ma grande Takova in versione Amenaìde.

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