die poetische Feldmarschallin

Dove suono aggiunto a suono / dà silenzio di tomba / dove luce su luce / è uguale a nero, e / tre mari più sei fiumi / fanno zero / fluttua il mio lumicino / e non si arrende (Il pesce degli abissi)

questo blog ogni tanto ne combina una giusta. Più di un anno fa, per esempio, ha conosciuto la poetessa Teresa Zuccaro. Teresa è una gran bella persona con lineamenti veraci e indagatori; come un mediterraneo, fiorescente scanner intento ad immagazzinare una quantità impressionante di informazioni sensibili al secondo. Peraltro la opposta attività di output – esistenziale ed artistico – ci costringerebbe spesso, se non la conoscessimo bene, al modo dubitativo: talmente è rarefatta, ponderata, quasi epocale. O forse esoterica ed improvvisa: ricordo ancora lo tsunami di sagacia critica che mi ha investito di fronte ad una pizza ed una birra a Scandicci, appena dopo la conferenza di presentazione della recente silloge di Alba Donati.
Naturale, quasi automatico per me, che in un tale, quantitativamente squilibrato rapporto di "intuizione/estuizione" (citando Erica Jong), ci sia dovizia di qualità.

E salvifico, per chi ama che la qualità esca allo scoperto, anche il meccanismo frammentario e forse confortevole con cui la sua consapevolezza è venuta alla luce, vincendo una timidezza che emerge anche dalla autopresentazione nella sua ultima fatica ("Non ho mai dato molta importanza a ciò che scrivevo…"). Corrispondenze con la Donati – in veste di Szymborska d’Arno, cioè di curatrice di una rubrica di poesia su La Nazione – danno un primo, ostetrico scossone, grazie ad un tellurico giudizio positivo sulle sue produzioni ribadito da Alba anche in interviste. Parallelamente, la fruttuosa partecipazione a Nodo sottile 3 nel 2002, con pubblicazione nella relativa antologia di Crocetti, ne accresce la convinzione.
Ecco dunque che poco prima della scorsa estate la sua bibliografia si è significativamente corredata di una raccolta di venticinque poesie, Al mondo, pubblicata in una voluminosa antologia di giovani poeti, La coda della galassia, da Fara Editore. (pagina dedicata)
Ultima in ordine alfabetico, Teresa chiude la proposta editoriale, e lo fa con abbondante ispirazione e con la pienezza delle sue volute artistiche, suasioni che riescono anche a rivestire urgenze espressive elegiache ed apologetiche, ma che lo fanno sempre ricchezza di toni intimi. La sua poesia è sempre, compiutamente femminile, di una morbida forza.
Tra i mondi raccontati, dalle altezze siderali alle profondità oceaniche, ed ancora alle complicate quotidianità – il più affascinante è per me quello del (suo) mare, da cui ho tratto la poesia d’apertura, e nel quale avverti schietto il mistero – autobiografico? – di una sfera che la barriera acquatica rende così lontana dalle vicende umane, eppure in grado di filtrarne le categorie esistenziali con semplicità cruda, fisiologica, di vongola.
Annunci

2 Risposte

  1. caro bob, grazie. Rimane il mistero del titolo… T. come tu sai cosa 🙂

  2. vediamo se qualcuno te lo scioglie, altrimenti pensovvici 😀 io. baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...