buona la terza

dopo due naufragi in anni recenti, oggi sono arrivato al faro. Lettura impegnativa ma con squarci di incondizionata grandezza che la pongono sicuramente tra i miei cinque preferiti di ogni tempo. Le prime cinquanta pagine sono un vero sesto grado, ma poi si va più spediti, consci dello splendore.
Molto mi ha colpito. Più del celebrato flusso di coscienza, dicevo, la limpidezza di certe immagini naturali o psicologiche. E la freddezza clamorosa con cui vengono trattati gli eventi tragici. Una sbrigatività di calamo che nella intenzione della scrittrice evidenzia l’unità mentale tra passato e presente. A me ha regalato un altro, amaro senso. Chissà se è un caso che io abbia terminato questa lettura proprio in tempi di incertezza. In cui, come ad inizio secolo, stiamo rapidamente recuperando il senso di precarietà della nostra esistenza. Tra guerre, congiunture, disastri ecologici, minacce di emergenze sanitarie. Avevo, avrei bisogno di maggiore eternità, per me e per i miei vecchi cari.
Penso a quel murales, ad opera degli studenti cattolici, che da anni campeggia(va? c’è ancora? non ricordo) in via Martelli, poco a lato del Galileo: "La prima politica è vivere". Ed a come questo motto sia ben rappresentato dalla nostra classe politica, così vicina a noi, alle prese con una taumaturgica questione elettorale.
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7 Risposte

  1. Eh eh! A una prima lettura, una malcelata antipatia nei confronti del poeta della sacralità della parola; a una seconda lettura…bè…una parodia della mercificazione della sacralità della parola – squallidamente resa con l’immagine di uno spot pubblicitario? Rispondimi presto che vorrei andare a dormire. Alice

  2. au contraire, una grande simpatia per Ungaretti. una piccola parodia del suo stile, una osservazione su come lui (e Neruda) abbiano “de-elitarizzato” la dimensione poetica rendendola espressione individuale. Con risultati oscillanti ma senza responsabilità dei committenti…
    (NB poesista è espressione cara ad un’amica versata nel genere, poetazzo sarei io…)
    questa era la mia intenzione, per averne conferma basta che vai su ipsico alla sezione cultura interessi etc. e guardi il post ad hoc.
    sogni d’oro.

  3. lapsus grave: forum PSICO, volevo dire.

  4. Benissimo! Conflitto pacificato. Modificherò anche il sottotitolo del link. Alice

  5. Ma sai che ti dico? Proprio ingegnoso! Volutamente ermetico. Infatti ho dato un’interpretazione sbagliata. Una specie di gioco ellenistico…avrai inventato un nuovo genere?

  6. gita al faro lo lessi venti anni fa. è parte delle letture consigliatemi da mammetta. non ne ricordo altro che il titolo e un sottofondo di tristezza. sarà tutto finito nel mio BCP (bagaglio culturale promiscuo).

    boh, bisognerebbe vivere due vite per rileggere da maturi quel che si è già letto da acerbi per rendersi conto di quanto questo e quello siano distanti nel tempo ma vicini ipotalamicamente.

    vado a vedere psico anche io che mi sa che mi son persa qualche cosa…

  7. Sottoscrivo il commento della tua ospite precedente, ed aggiungo, per la Musica è ancora peggio.
    Però i libri e la musica sono due delle (poche) cose per le quali varrebbe la pena sobbarcarsi la pena di due vite.
    ( e se ne va soddisfatto per il suo commento “maledetto”)
    Ciao, Bob.

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