L’inconfessabile/2

seconda puntata. Dal mio Parnasso a voi, ovvero l’eleganza del critico.

"La ripresa televisiva della Traviata di Venezia (novembre 2004) con sul podio Lorin Maazel, cui abbiamo assistito dal Pura siccome un angelo in poi, ha annoverato discreti talenti nelle voci di Roberto Saccà (Alfredo), Patrizia Ciofi (Violetta), Dmitri Hvorostosky (Germont). Ci si trova peraltro di fronte ad una agogica oltremodo esasperata verso i tempi lenti, e ciò risulta scomodo o funesto per il dipanarsi delle tensioni melodiche liriche e psicologiche che sottendono alla vicenda, particolarmente in arie quasi soporifere quali la Parigi o cara. Alla responsabilità di questa scelta non ci sembra estraneo il direttore d’orchestra, visto che si verifica pressoché con tutto il cast e quindi prescinde dalla peculiarità vocale del singolo. Un direttore che per il resto conduce con inappuntabile eleganza nelle dinamiche. Se si aggiunge una certa ingessatura espressiva dei pur dotati cantanti, si ha l’impressione conclusiva di una buona qualità potenziale non supportata dalla realizzazione. La regia del consueto iconoclasta Robert Carsen trasporta la scena dentro i cliché dei giorni nostri (denaro ed edonismo), senza scandalizzare ma senza nemmeno troppo significato reale – esasperazione che diviene patina e barriera".

cosa ci sarà dietro l’estrema misura con cui l’ineffabile recensore mesce fonemi e con garbo dispensa caramellati giudizi?

(2 – continua. Aspettando il famoso Berio emetico già annunciato)

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