a la maniere de la Manipur

annoto le frasi più importanti di ieri.
Che la tua poesia non sfoci in enigmistica, che mai si autoalimenti, e che non sia esilio dalla realtà e dalla cultura.
Che tu possa metterti alla prova, ma senza scrivere in funzione della prova
.
La poesia pretende di volerti segnare l’esistenza, fino nella vita quotidiana: e tu devi lasciarti segnare.
Le persone care, pragmatiche e plutocratiche, saranno il suo più fiero avversario.
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2 Risposte

  1. à la manière je te réponds que:

    la poesia puo’ essere un esilio, perché no, ..dipende da come viviamo, cioè se la vita è un esilio la poesia lo sarà ecc.., dalla cultura a meno che la cultura a sua volta un esilio stesso da altra cultura (piu’ ‘centralizzata’ – cioè fatta come se il mondo – l’universo avessse un ‘centro’)
    per le altre cose la penso pressappoco allo stesso modo..
    cioè si può ad esempio anche scrivere in funzione della prova stessa.. perché no, ..se la mia prova è camminare, allora proverò a camminare, se è scrivere ‘proverò’ a scrivere (però non so)

    Altre parole dovrei ancora cercarle sul vocabolario….

    non ho fattto ancora ‘in tempo’ a seguire il tuo bel consiglio su Carmen (da ‘repubblica’) perché i giorni, il tempo mi ‘risucchia’ 😦

    C.

  2. volevo dire “puo’ essere esilio dalla ‘cultura’ a meno che la cultura non sia a sua volta un esilio stesso da altra cultura) ”

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