Cronaca di un top annunciato

Dopo la prova generale di mercoledì scorso, è evidente come la Tosca che domani sera aprirà il 68° Maggio Musicale Fiorentino si avvii ad un facile successo.
L’allestimento scenico di Giorgio Barberio Corsetti e Cristian Taraborrelli, con i loro collaboratori Iaquone e Foti a video e luci, convince ed ha la giusta carica allusiva per punzecchiare e stimolare. Soprattutto nei primi due atti, ove ad una chiesa di Sant’Andrea in cui il sacro si fonde equivocamente con mura e corridoi in stile carcerario, risponde un Palazzo Farnese bureau ministeriale di  uno Scarpia mediatico, politico e dal velato sapore di “grande comunicatore”… ln Castel Sant’Angelo, invece, la scarna scenografia lascia il posto alla recitazione dei personaggi. Il tutto è costellato da costumistica inizio secolo (Spoletta è tale e quale a Perlasca) e da un intenso ricorso alla proiezione video, alla quale è affidato il compito di catalizzare emozioni e ricordi dei personaggi.
Firenze tributerà le giuste acclamazioni a Violeta Urmana, in rapida ascesa verso la consacrazione tra le grandi star: dopo la magnifica Eboli del Don Carlo autunnale, lo switch da mezzosoprano a soprano drammatico avviene senza  traumi, grazie alle doti tecniche ed espressive dell’artista.
Il più grande artefice di questo successo mi appare però essere Zubin Mehta, che lungi da pause per il grave lutto che lo ha colpito in settimana, sale sul podio e, da rodato pucciniano, ci regala assieme all’orchestra una lettura memorabile, di impatto timbrico e cromatico eccezionale, per nulla retorica o scontata come spesso purtroppo è l’approccio a Puccini. Dalla sua bacchetta, l’orchestra, il cui suono fuoriesce spontaneo e naturale quanto rare volte a mia memoria, è portata ad indagare ogni più piccolo risvolto dinamico di una partitura che si riafferma modernissima – accorata e psicologica nel secondo atto, lussureggiante ma senza glamour nei grandi affreschi emozionali, veemente in certi passaggi. Merito di Mehta è anche quello di prendere per mano i cantanti, per cui Urmana si giova molto delle scelte di tempo nelle frasi più impervie per il suo registro.
Gli altri solisti principali: Marcus Haddock-Cavaradossi non sfigura senza impressionare, mentre alla forte presenza scenica di Ruggero Raimondi-Scarpia corrisponde purtroppo una vocalità non sempre fresca, talora “strappata”.

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6 Risposte

  1. Giorgio Barberio Corsetti mi piace tantissimo, tempo fa vidi una sua trasposizione del Faust che mi colpì incredibilmente al punto che dopo tanti anni la ricordo bene. Poi ho letto la rilettura teatrale di America di Kafka. Chissà come sarà questo allestimento? Curiosità …

  2. Sono anch’io molto curioso di sentire Urmana in Tosca: di certo non le mancherà il carattere, ma vedremo se riuscirà a essere davvero credibile come personaggio; certo non è la voce che le manca.
    Scarpia-Raimondi ho paura che gigioneggi troppo, peraltro l’innegabile usura della voce dovrebbe essere temperata dalla sua capacità scenica.
    Non conosco il tenore, ma avere oggi un Cavaradossi sostenibile è già una vittoria.
    Mehta è un grande, e non dico altro.
    Ciao bob, io molto più umilmente, continuo a recensire “semiseriamente” i dischi di Repubblica.

  3. Ciao, carissimo: buon fine settimana!

  4. spigolature dalla “prima” radiofonica di Tosca:
    1) il posizionamento dei microfoni evidenzia molto i cantanti e molto meno l’orchestra di quanto si è percepito dal vivo;
    2) Urmana canta benissimo Vissi d’arte, come previsto è la mattatrice della serata, peraltro una svista (due volte “Muori dannato” anziché “ti soffoca il sangue, muori dannato”) veniale;
    3) Haddock mi sembra ancora macchinoso ma la Recondita Armonia è da applausi, più dell’E lucean le stelle;
    4) infine, Raimondi, di cui non ho sentito la entrée (a quanto dicevano i commentatori, una “perla nera”): è tormentato dal raffreddore, lo confessa in camerino nell’intervallo tra secondo e terzo atto.

  5. ho un problema con la musica: come per tosca, anche per paolo fresu al lirico di cagliari, non posso ascoltare senza piangere a fontanella. sono grave? 🙂

  6. dipende se ti pestavano un piede o no!succede a molti in verità 🙂

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