il Bartok di Trinacria

E Signuruzzu miu faciti bon tempu / ha iu l’amanti miu ‘mmezzu lu mari / l’arvuli d’oru e li ntinni d’argentu / la Marunnuzza mi l’av aiutari, / chi pozzanu arrivori ‘nsalvamentu. / E comu arriva ‘na littra / ma fari ci ha mittiri du duci paroli / comu ti l’ha passatu mari, mari.

Ascolto l’accorata preghiera della moglie del pescatore, a la femminisca, nell’orchestrazione cupa e salmastra di Luciano Berio. Il compositore in realtà, per il quinto dei suoi Folk Songs – di cui si può ascoltare in rete una strofa interpretata dalla prima moglie di Berio, la grande cantante Cathy Berberian – ha preso in prestito una delle ben 1090 canzoni popolari di ogni angolo della Sicilia,  raccolte indefessamente – come Bartok e Kodaly fecero nella loro terra – da quello che forse è stato il più valente etnomusicologo italiano: Alberto Favara. L’intera raccolta è poi stata pubblicata nel 1957 dal genero di Favara, Ottavio Tiby.
Curioso come in questa pagina biografica si venga a conoscenza di fattori di resistenza all’opera di mappatura. Razionalisti, tradizionalisti, forse anche globalizzatori ante litteram: ai quali però si potrebbe obiettare che per poter fruttuosamente mescolare bisogna non far svanire gli ingredienti.

Una testimonianza discografica (Canti della terra e del mare di Sicilia, solista Giuseppe Veneziano) dell’opera etnomusicologica di Favara – che fu anche compositore – è stata che io sappia incisa per l’etichetta Clarius Audii, dubito che sia di facile reperibilità. Qualcosina si può trovare, in midi o affini, anche qua
Diventa dunque ancora più importante – e qui questo blog assume connotazioni di gossip. smile – la notizia di una possibile iniziativa a carattere concertistico-monografico, su Favara e sui canti popolari, che sta prendendo forma in questi giorni a Palermo, per poter verosimilmente essere realizzata negli ultimi mesi di questo 2005. Ci sarà da insegnare un po’ di training autogeno ad una illustre e timida musicista, nel qual caso insisterò a ragione per essere citato nel programma di sala. Ma ci sono buone prospettive.

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5 Risposte

  1. Possiedo ancora alcune copie dei Canti della terra e del mare di sicilia di A.Favara, edito quindici anni fa da Clarius audii. Faticai tanto in ricerca allaPalazzina cinese a palermo, io vivo a milano ma sono siculo di Ribera agrigento,dove c’è la sede del museo etnografico Pitrè. Il cd fu una collaborazione con il prof.R.Leydi che cconibbi in quegli anni, scomparso da poco. Poi cominciai a fare il tenore d’opera oggi canto nel Coro scaligero. Sono giuseppe_ veneziano@libero.it

  2. (vai, Bob, sei sulla buona strada per la blogstarritùdine: il prossimo commento te lo lascerà renato bruson, ne sono convinta!!! :))

  3. Maestro Veneziano: le ho scritto testé.
    Giorgia: prima o poi invece dei commenti qui avremo cavatine e cabalette, spero promitto iuro!! :))

  4. > prima o poi invece dei commenti qui avremo cavatine e cabalette

    sai che meraviglia!
    oh, stanotte ho sognato cecilia bartoli, ma mica mi ricordo che succedeva nel sogno, mi ricordo solo la bartoli… boh! 🙂

    > spero promitto iuro

    …vogliono l’infinito futuro? 😀

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