Mdivagazioni Eornamentali

L’attivissima Giorgia propone in questi giorni una pioggia di ascolti in edizione limitata. Ho scaricato quello di "polpetta" (?!) Machado nella Furtiva Lagrima. Molto bene: con la naturalezza di espressione che si addice allo stupore per un’inattesa rivelazione, e – giustamente – serrando la forza solo nei confini in cui il testo la supporta. Una sola crepa nell’edificio, quelle due appoggiature troppo marcate: Mdel suo bel cor sentir; Mper poco ai suoi sospir. Ma si sa, la famosa romanza ammazza-tenori, nella sua solo apparente semplicità, è tale proprio perché richiede che la vetta tecnica si sposi alla freschezza ed alla immediatezza del porgere.
Un bell’ascolto, ingentilito anche dal pubblico Maceratese che lascia addirittura finire l’assolo strumentale senza sommergerlo come spesso accade di appalusi e cori da stadio!

Comunque il vizio delle appoggiature deve essere endemico, una sorta di Ebola del classicofilo. Quando ascolto lo speaker di RTC introdurre i pezzi, non manco mai di sorridere al Wolfgang Amadeus Mozart che divenda EWolfgang Amadeus EMozart. Per chi non è proprio di primo pelo, ricorda il cugino aristocratico di Faletti (quando ancora non era scrittore né sosia di Peter Gabriel): credete eforse che io enonvi eveda???
Questo ornamento sicuramente non è in partitura. O c’è una partitura anche per gli speakers? Forse, la solita degli addetti ai lavori: quella di fare élite a tutti i costi. Le giovani generazioni, dopo qualche ascolto, eringraziano e switchano Su ERadio EDeejay.

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2 Risposte

  1. Ah, ma il povero Polpetta Machado fa del suo meglio, povero ciccio. Sicuramente molto meglio di alcuni tenori anglofoni o TETESKI che ho ascoltato, i quali, tentando disperatamente di imitare la pronuncia italiana, emettono dei suoni incomprensibili.

    La cosa più orrenda, comunque, era la pronuncia di un docente di Estimo in facoltà: non si sa com’è e come non è, ma “non” diventava *sempre* “NONNO”.

    E, comunque, dovresti sentire come se la ridono i miei amici tutte le volte che, se lo nomino, pronuncio “Mozart” con la “o” chiusa, e la “z” muta (tipo “mozzarella”, per capirci…).

    😀

  2. Gran bel blog! Ora mi immergo nella lettura…

    A presto. Swan

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