ma véppiaciuto the aviator?

reduce dalla maratona filmica, le mie sensazioni sono contrastanti.
Da un lato, il fatto stesso di poter bene digerire centottanta minuti (22.00-01.00) senza narcolessie è indice di buona qualità.
Dall’altro, mi pare che ci sia tanto tanto (algido) mestiere senza che gli snodi cruciali siano trattati con la dovuta tensione. Gratta gratta, alla fine, se uno cerca di riassumere il succo del film, viene fuori qualcosa di vago e molto indeterminato…
Di Caprio, che vincerà quasi sicuramente l’Oscar avendo alle spalle la Miramax, dà sempre l’impressione, nei suoi ruoli, di non esserci dentro fino in fondo. Credo sia qualcosa di fisiognomico: quello che lo rendeva, per me, assolutamente improbabile come "macho irlandese" in Gangs of NY (troppo pacioccone).
Però sta crescendo. Il suo personaggio "ossessivo" risulta più appropriato, ed alla lunga è il valore aggiunto del film, cioè quello di trattare questo disturbo psichico, comune a così tante persone che soffrono tremendamente, ricercando non la compassione o il carattere aneddotico e semiumoristico, ma in maniera quanto più asettica. Peraltro il riferimento alla madre come fonte delle ossessioni è un po’ una scivolata, perché è superficiale, andava omesso o sviscerato.
Dal lato musicale, sorvolando su una versione stile soap opera del tema principale della "Patetica" di Caikoskij – in sottofondo alle scene de Il mio corpo ti scalderà con Jane Russell – spicca la Toccata e fuga in re minore nell’arrangiamento orchestrale di Stokowski (quella di Fantasia, per intenderci) che accompagna le più belle sequenze aeree. E’ una trascrizione molto felice, che sublima il contrappunto bachiano in un grande senso di infinito, proprio come il cielo. La contrapposizione tra gruppi orchestrali, anche se a volte esacerbata, vuole fare chiarezza nei dettami della fuga, ed il tessuto si intreccia progressivamente fino al glorioso "tutti" finale.
Del resto Scorsese non è nuovo ad utilizzi della musica di Bach nei suoi kolossal (in Casino, per esempio, era utilizzato il Corale finale "Wir setzen" della Passione secondo Matteo).

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11 Risposte

  1. Non l’ho ancora visto, in compenso mi sono molto commossa con neverland, erano anni e anni che non piangevo al cinema e non sono una dalla lacrima facile, secondo me merita davvero.

  2. Grazie per l’asettticità nel descrivere il disturbo ossessivo compulsivo.
    Le madri non sempre contano.
    Nel mio caso sì, ma in tanti altri non in maniera così definitiva.
    Saluti

  3. ho dimenticato di firmare.
    Stefania

  4. caro bob scusa se commento o.t. ma la tua nota su senso del tempo e dissoluzione del tempo è una delle cose più belle e azzeccate e vertiginose che ho mai letto sulla musica di chopin
    a presto

  5. caro hladik lei mi lusinga, se ha la pazienza di sfrucugliare nell”indice dei migliori post” troverà come io sia avvinto dal dettame temporale dei romantici.un grazie pubblico particolare a Ste del suo intervento, aspettando il suo debutto come blogger [prima o poi cederai all’opera di convincimento ;)]

  6. pensa te che pensavo si trattasse del concerto di brandeburgo…

    oh me ignoranta…

  7. A me sto Aviator mica mi attira granchè.. in verità negli ultimi tempi non ho molta voglia di cinema. E’ più di un mese che non vado, mi sono un po’ troppo impigrita da questo punto di vista.. 🙂

  8. haloscan ping trackback feed rss xml etc etc, stase si va al concertoooooooooo!!!! mica ti avrò rovinato la reputazione da serio giornalista con sto commento eh? si? beh allora si va al concerto dove bobregular giocherà a snake col telefonino tutto il tempo. Senza mettere il silenzioso. Fuck!

  9. dovresti sapere che non ho snake, ho il giochino della ferrari.

  10. ELE: TU, un mese senza cinema?? non ci credo.

  11. Credici: ultimo film visto -> Ea fond kiss di Ken Loach, il 15 genaio a Milano. Pensa te 😛

    E non sfottere sul numero blog, eh. I miei sono cambi di indirizzo, non blog aggiuntivi. Oh 😛

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