Obbligo di marchetta

quello che avete in caso non riusciste a racimolare i nove euro e novanta (più il giornale) per acquistare Aida in edicola.
C’è la grande Tebaldi, c’è Bergonzi, c’è la Cossotto, ma soprattutto c’è il magistero direttoriale di HvK che mi ha steso secco, letteralmente entusiasta fin dalle prime note del preludio.
Lasciati pressoché del tutto da parte gli eccessi trionfalistici in salsa nazional-popolar-parmigianoegizia, questa Aida dai toni morbidi e crepuscolari, decadenti ed ariosi, sembra a tratti uno dei Lieder di Richard Strauss. Il senso di tragedia, di fine della civiltà e della vita, viene introdotto con bruna delicatezza quasi salottiera, sobria, pienamente protonovecentesca, propria della grande tradizione Viennese. Ed i Wiener qui ripresi nell’anno domini 1959 sono magnifici.
Sembra perfettamente ricostruito da Karajan quel carattere d’ispirazione in qualche modo mitteleuropeo del trittico conclusivo verdiano (Aida-Otello-Falstaff) che proprio in quest’opera aveva la sua dimostrazione più problematica.
L’apporto del coro e dei solisti è coerente e, pur ammirando Bergonzi, mi chiedo quanto ancor più sublime (ed appunto coerente!) sarebbe stato l’apporto del Radames di Franco Corelli, col suo lento morir del si bemolle (mea culpa) nella Celeste Aida. Ciò che in fase di recensione preventiva alla collana mi aveva fatto indicare di preferenza l’edizione di Mehta, ove a Corelli si affianca la Bumbry.
Lì c’è il prezioso solitario, qui abbiamo la stupenda collana.

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3 Risposte

  1. Cocordo in tutto.
    Devo dire però, che nonostante sia un ammiratore sfegatato di Corelli, giudico alla pari il confronto con Bergonzi; se è vero che il primo esprime una vocalità torrenziale, con la prodezza del si bemolle smorzato, l’altro offre un’interpretazione più partecipata e consapevole.
    Inarrivabile HvK.
    Entrambi i dischi sono indispensabili per l’appassionato.
    Ciao, Bob.
    P.S.
    Dimenticavo, ieri da Mediaworld mi sono lanciato sull’unica copia delle sinfonie di Bethoveen, dirette da Karajan, ed 1963, ad un prezzo assurdo: 18.80 euro, impossibile non comprare il cofanetto.

  2. cappero, mi hai fregato due volte, sul si bemolle (vero) e sul cofanetto HvK! Io invece ho trovato un’offerta EMI a 4 euro per cd ed ho acceso un mutuo per ordinare una mezza dozzina di cofanetti.

  3. pienamente d’accordo, ti lascio un bacio, g.

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