ebben? ne andrò lontana

stanotte, dopo una lunga malattia, è morta Renata Tebaldi. Grandissima voce degli anni d’oro della Scala, lei e la Callas si contendevano la palma della migliore e scatenavano passioni, amori, giudizi acri, bagarre. La Callas fu più personaggio, sia in palcoscenico che fuori dal palcoscenico – aveva un colore più scuro nella voce che ne faceva l’interprete tragica ideale, l’eroina che già all’inizio dell’opera conteneva nella sua voce il proprio destino. Ma non pochi erano coloro i quali ravvisavano nella voce, più morbida, de “la Tebaldi”, una migliore impostazione quando non intonazione…
Due astri che rifulsero nello stesso periodo, che caddero – per difficoltà vocali e/o esistenziali – nello stesso periodo, e che ora riposano.

Le registrazioni più belle della Tebaldi si hanno a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, principalmente per la Decca. Aida, ma soprattutto Otello e la “sua” Maddalena – con cui esordì alla Scala in Andrea Chenier, queste ultime con Mario del Monaco, usciranno con Repubblica. Un’altra performance Tebaldi/Del Monaco che meriterebbe in termini assoluti è quella de la Forza del Destino. Fu poi anche splendida Wally, sia in studio dal vivo nel 1960 (da cui il titolo di questo post); Mimì in Bohéme con Bergonzi, Liù in Turandot con Bjorling e la Nilsson, e Adriana Lecouvreur – ruolo in cui trovò un’altra dura antagonista in Magda Olivero (si dice che la Callas non abbia mai voluto interpretare Adriana proprio dopo aver assistito alla interpretazione della Olivero).
Prima della crisi vocale degli anni ’70, è Elisabetta di Valois nel fondamentale Don Carlo di Georg Solti. La voce mostra microscopici affaticamenti, ma è comunque una grande interpretazione, per quella che rimane forse l’edizione discografica di riferimento.

>>> un bellissimo sito dedicato alla grande pesarese, con ogni tipo di materiale. In queste ore è ingolfato, come è logico, dagli accessi.









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6 Risposte

  1. Ciao bob, proprio oggi son riuscito a ripristinare la connessione, e nemmeno troppo bene.
    Inevitabile una mia immediata visita da te, anch’io sto per pubblicare il mio punto di vista.
    Ciao e buona serata.

  2. Il tuo blog é una bella scoperta, anche musicale.
    Il sito dedicato alla Tebaldi in questo momento non funziona, ma non mancherò di visitarlo più tardi.
    Un saluto
    passim

  3. Quando ascoltava Ebben ne andrò lontana a mio padre veniva la pelle d’oca. Sempre. Perfino quando lo costringevamo a un esperimento che faceva perdere la spontaneità. Quanto all’episodio che racconto da me, la Renata andò avanti per tutto il pomeriggio a cantare sottovoce per mio padre, con gli altri ammalati stupefatti (erano tutti parmigiani di una certa età, quindi sapevano benissimo chi era la signora che era lì seduta). Ciao. Paolo

  4. mi hai fatto venir voglia di proporla a tutti i visitatori di questo umilissimo blog… 🙂

  5. e io ho provo genuina pelle d’oca …

  6. ciao passim e benvenuto… oggi va peggio di ieri, non riesco nemmeno ad accedere alla home page del sito di geocities… ci vuole pazienza.

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