lacrimuccia

ringrazio pubblicamente l’amico Fabrizio che mi ha fatto recapitare queste note di Giuni Russo. Arie di Bellini e Donizetti, contaminate in vario modo e con vari altri generi, oppure eseguite fedelmente, come questa – che a mio parere le surclassa tutte.
Tanti hanno espresso già la considerazione di come un’artista di tal rango sia stata tanto penalizzata e sottoposta al dilemma “pagnotta o creatività” – che porta in automatico al pensiero di quanta poca o cattiva coscienza (sic) ci sia nella logica dello spettacolo. Ovviamente, con la dovuta commozione, io mi accodo.

Dimenticavo: il testo della romanza di Donizetti, tratta da “Notti d’estate a Posillipo”…






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