play it again, Rusty

ho visto per la prima volta Master and Commander e devo dire in sintesi che è un bel film anche se molto pretenzioso in rapporto al rtimo che sa produrre: alcune scene sono molto affascinanti, l’intento velatamente pedagogico che fu del Peter Weir de L’attimo fuggente stucca un po’ se abbinato alla staticità di alcuni momenti del film e al monopolio scenico detenuto da Russell Crowe.
Ma oltre alla fotografia, un grande punto a favore di questo film è dato dalla accuratissima scelta sonora, non a caso il soundtrack è prestigiosamente edito da Decca.
C’è una dicotomia tra le composizioni originali – autori: Gordon/Davies/Tognetti – che si situano nei momenti drammatici e di grande respiro del film, ed i brani “classici” che invece di solito prendono spunto narrativo dall’abitudine del capitano Crowe e l’ufficiale medico (Paul Bettany) di suonare duetti violino-violoncello.
Abbiamo quindi musiche d’atmosfera sobriamente potenti, mosse da una ritmica percussiva asciutta e robusta e dalle tastiere, ed a fianco momenti di grande intimismo ed ispirazione. Il preludio della prima – celeberrima – Suite per violoncello solo di Bach (una bella trascrizione midi per chitarra), l’adagio del Concerto grosso op.6 n° 8 – quello per la notte di Natale – di Arcangelo Corelli (lo trovate nella seconda parte di questo midi un po’ spartano) , la Fantasia sul tema di Tallis di Vaughan-Williams, la Musica Notturna madrilena dall’op.30 di Boccherini.
E, soprattutto, Mozart. Il finale del terzo concerto per violino in sol (il KV 216) è davvero un gioiellino a sé stante (o a sestante, viasto che siamo a bordo? smile). Come pochi altri movimenti mozartiani, dà un’idea perfetta di cosa vogliano dire inventiva e padronanza assoluta dello spirito prima ancora che della materia musicale.
Nel film ascoltiamo solo – reso bene in duetto da camera – l’episodio centrale del Rondò, quel caratteristico e inaspettato andamento di canzone popolare con variazioni che si inserisce fulmineo e giocoso a spezzare (allegretto, 4/4) per poco più di un minuto l’andamento non austero ma moderato e classicamente ternario del movimento che lo ingloba. Poi tutto, come dopo un sonno agitato, si ricompone nella sua apollinea atmosfera. Che meraviglia!

Volevo segnalare anche, tra le musiche originali, un bel brano che non sono riuscito ad individuare, contrassegnato dalla execution trascendante del violino solo, che incede con grande virtuosismo lungo un moto perpetuo di scale ascendenti/discendenti. Per chi ha familiarità con Arvo Part, somiglia all’inizio di Fratres.
Accompagna alcuni episodi del film e l’inizio dei titoli di coda.

Il titolo del post si riferisce al fatto che Crowe ha preso lezioni di violino per interpretare bene la parte. Sforzo apprezzabile: le dita sono attendibili, ma il sonoro è eseguito da celebri solisti o dagli stessi autori del soundtrack, per il sollievo – credo – di chi compra il cd…













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Una Risposta

  1. Ciao Bob, ti segnalo una sorta di multipost nel blog del mio amico Carlo “Hladik”: http://variazionisenzatema.splinder.com. E’ una sorta di lezione poetica su Bach, con la possivbilità di ascoltare cinque versioni diverse della stessa sonata …

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