piatti della bilancia

Ho il dubbio se consigliare a voi romani ed appassionati in genere di recarvi al Teatro India il 5 o il 6 dicembre per assistere al Viaggio di Simone Martini, come ho fatto io ieri alla Pergola (vedi post del 22).
Se dovessi stare alla bravura ed alla professionalità della compagine teatrale non avrei indugi per la positiva. Si tratta di un cast eccellente, preparato, solido, cristallino. Accanto al “nome” Riondino che funge da narratore, gareggiano in egual misura tutti gli attori, da Sandro Lombardi, straniato nella mente dilaniata del pittore, a Clara Galante (donna di rara fascinazione).
La regia cerca di essere stimolante ed estrinseca, anche con un sottofondo musicale che va dagli assolo vocali della bella Clara, a Eminem, a Bang Bang nella versione di Nancy Sinatra da Kill Bill 1, accenni di Stravinskij (le marionette di Petruska), e un bandoneon ad accompagnare costantemente il viaggio.
Anche il prezzo del biglietto è decisamente praticabile.

Il punto è “può Luzi essere teatrale”? O invece la sua poetica necessita di restare in se stessa, o meglio di aderire con tempi assolutamente soggettivi al suo destinatario.
Un passo particolarmente indicativo a mio avviso della poetica del Maestro sta a metà dell’opera: Non ha senso l’istante. Ne ha il tempo, / ne ha la misteriosa / continuità di esso…
Misteriosa continuità. Quindi continuità ossimorica, non lineare, altrimenti non sarebbe misteriosa. Tempi lunghi dunque, non istanti, ma insondabili nella loro essenza….
Mi chiedo se il teatro può rendere questo o in qualche modo sia irrinunciabilmente istante e misura (in quanto pre-interpretazione) rispetto ad una poetica che come ha detto Giorgio Ficara durante i lavori celebrativi, è spesso volta alla dis-misura della creazione.
E’ difficile pensare ad una poesia che più di quella di Luzi necessiti del minor numero di intermediari tra sé ed i sensi del suo destinatario.
All’inizio della piece un vecchio (forse il Poeta) legge la prefazione ad un altro vecchio (forse Simone), il quale occasionalmente, battendo il bastone a terra, lo induce a riprendere la lettura qualche parola più indietro. L’intellegibilità luziana si comporta per me come quel bastone.













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2 Risposte

  1. hai visto il servizio alla tv sul restauro della Scala?:-)

  2. no ancora no, ho letto qualcosa…

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