reading ambientale e consolazioni

torno dalla Libreria Edison, passeggiando col meridiano di Luzi tra le mani, a scudo per la mia molle sofferta estraneità col mondo notturno.

Un reading
: seconda cinquina (la prima era lo scorso giovedì) della rassegna dei giovani vincitori del concorso Nodo sottile, patrocinato biennalmente dal Comune di Firenze e da Giovani Artisti Italiani (sigla GAI – immagino che Tremaglia ci si iscriverà subito! smile)
Mancavano i microfoni, eravamo allo stesso piano della caffetteria e si sa i poeti sono piuttosto melliflui nel cantarsi. Quindi molto è stato esalato nell’ambiente.
Tra i sapori arrivati all’orecchio, tutti non fiorentini eccezion fatta per l’unico nome che ho captato – Novella Torre, dallo stile asciutto come una buona vernaccia, aggrapato alla terra ed agli uomini – spiccano le attenzioni (al)-litterali del primo (bolognese) e del terzo lettore, impegnati – per seguire la critica luziana qui sotto – in una intensa ricerca della coesione, del rimbalzo del suono e della lingua su ripetizioni, variazioni a metà tra Sanguineti e Zanzotto, a volte (spiace dirlo) con punte di bartezzaghismo. Dolente di aver perso molto (non tutto, grazie al labiale) del secondo e del quinto poeta, uno trapanese e cromatico, l’altro veronese. A questo schivissimo ultimo, nei miei frammenti di percezione, va forse la palma dell’equilibrio tra forza e musicalità.
Hors d’oeuvre, le liriche di Marco Giovenale da Roma, alla cui mailing list mi sono iscritto e che detiene il pregio della informaticità. Ha un blog qui su splinder, da cui è possibile anche accedere alla sua biografia ed ad una scelta di suoi scritti.

Ora son qui col meridiano davanti. Ne raccoglierò alcuni petali per voi, ad uso poetico musicale.
E sullo stereo gira il primo volume dell’altra grande gratificazione serotina: l’integrale delle Serenate e Divertimenti di Mozart, direttore lo specialista Sandor Végh, 10 cd a poco più di due euro ciascuno.
Musica taumaturgica, davvero.
E poesia che – ben ricordavo! – gronda esistenza, per usare un mix tra Rilke e Cacciari. Parlerò a lungo del Luzi artista, uomo nella sua creazione, poeta heideggeriano. E’ un altro spunto che voglio riservarvi.
Perché ogni grandezza poetica diventa esistenza nel lettore.














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