andamenti curvilinei

Non potendo campionarlo in mp3 da qui, ho messo in sottofondo MIDI il famoso Arabeske op.18 di Robert Schumann. Che mi “perseguita” – prima ascoltato nella già commentata versione di Economou (ossimoro lingustico, in quanto per niente “economo” quanto a slanci!); poi regalato a sigillo preventivo (altro ossimoro) di una bella serata; infine riascoltato stamani nell’esecuzione di Wilhelm Kempff, stavolta in una maggior fissità metrica ed emozionale, di accenti e misure, che forse deriva più dal cromosomicamente imperturbabile interprete che da una scelta ad hoc, ragionata e precisa.


Sabato ho pensato molto al tempo. Sabato era il tempo, in rapporto al mio ed all’altrui vissuto.
E il previo ascolto della trascinante e romantica versione di Economou ha convogliato, a scoppio ritardato come sempre, i miei pensieri non sulla essenza del tempo (come avrebbe potuto fare la lettura di Mann), né sul binomio proustiano perdita-ritrovamento…
Ero focalizzato su come il concetto – ampio – di “romanticismo” implichi un rapporto di (apparente) sovranità sul tempo.
Si ruba il tempo sulla tastiera, magari restituendolo, se non esasperandolo, in un secondo momento: in un falsopiano della partitura, in un lucido intervallo tra sofferenze, prima di arrancare un’altra volta, con foga…


[Per esempio, benché non definita nell’esecutore e tecnicamente non impeccabile, la versione MIDI che state ascoltando è molto più “romantica” di quest’altra.]


Sto prendendo coscienza di questa alterazione del tempo anche nel mio gestire le cose della vita.
Bramosia, ingordigia – contrazione.
(dolore – contrizione).
In altri momenti, indebita rarefazione. L’immoto specchio tirrenico che durante tutta la giornata ha dilatato, quasi lisergico, l’essenza stessa – non solo l’immagine – di sole e luna sempiena…
…e grazie a questo riflesso, non chiuso in sé ma generoso verso i volti delle persone, provare ancora l’istinto di raggrumare il tempo (razionale, fisso, logico, auspicabile, indolore)!!! ingoiando persino lo spazio, le distanze – definite ma insieme ambigue, ancipiti in rapporto al tempo futuro…
Lo spazio, definito in se stesso ma sempre oscuro in rapporto alla sua proiezione…


E’ difficile, per una persona romantica, o forse solo manchevole, imparare il tempo fisso.


(dello spazio invece riparleremo, presto o tardi, in rapporto ad una regia wagneriana).











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3 Risposte

  1. è una delle eventualità per il weekend (da venerdì in poi, causa sfighe endemiche). Ti faccio sapere

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