beluga di cristallo

ho sempre accomunato al grandissimo pianista Sviatoslav Richter l’immagine di una grande solidità e potenza controllata.
Me la conferivano la sua struttura fisica e soprattutto cefalica, col lobo frontale così sviluppato.
In questa foto non si vede neanche troppo bene, dovreste acquistare il secondo volume del Clavicembalo ben temperato di Bach in edicola
…approfitto per dire che non mi sono scordato di farne una disamina complessiva…
Mi è sempre apparso molto interessante il contrasto tra l’apparenza fisica, il momento pre-interpretativo (si siede al pianoforte come un gigante su un vaso da notte…sta per travolgere tutto…staccherà i tasti e li scaraventerà a terra) e la estrema delicatezza di gran parte delle sue interpretazioni. Come se in qualche modo dovesse limitare la sua forza innata.
Parallelamente la sua matrice russo-germanica gli conferisce una apparente austerità spesso smentita dal colore delle esecuzioni.

Oltre al fatto di aver trovato una sua foto di gioventù che mostra come in realtà fosse il gemello di John Malkovich, la mia necessità di riconsiderare il fattore solidità deriva dalla lettura di un passo di un libro dedicato alla stima di sé.

Verso la fine della sua vita, il grande pianista Sviatoslav Richter concesse un’intervista ad una rete televisiva.Ecco alcune impressioni di chi la condusse:
‘Ritorna in mente il vecchio seduto al tavolo, che ci dice tutto quello che pensa della ridicola vanità di Karajan’
‘Dice, Richter, che non ha mai trovato la chiave di lettura di Mozart, che non è mai riuscito veramente a capirlo’
‘Poi legge un’ultima frase sul suo quaderno:
Non mi piaccio. Solleva il capo. Guarda dritto davanti a sé. Si copre la testa con le mani, nel silenzio più assoluto’.
(A. Rémond, ‘La lecon du pianiste’, Télérama, 23 settembre 1998 – citato qui)
















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2 Risposte

  1. Quando vengo qua mi rendo conto di quanto io sia ignorante in materia. Mi consolo dicendomi che in fin dei conti almeno conosco una 15ina di brani tra classica e lirica a mente o quasi…. ^__^ ma solo quelli!!! Un saluto post-ferie.

  2. Sì anch’io quando vengo qua mi sento un pozzo d’ignoranza. A volte è dura prendere consapevolezza di sè 😥

    Ho poi trovato il signor Brando, eh? Pensavo che avesse uno spazio a suo nome, mica avevo capito che il titolo era “Suspense!”. Ma mica gliene succedono di tutti i colori? O no? Mah.

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