torso interpretativo

“Bach rinfresca” (e non solo etimologicamente).
In queste giornate di afa e di pellegrinaggi obbligati – santini di filigrana – l’ascolto mattutino del Bach pianistico, benché sofisticato in quanto tale, apporta una sensazione di appagamento primordiale.
Sto provando a tracciare una radiografia del Bach di Richter: mentre ascolto preludi e fughe, provo a saggiare le rispondenze interne sulla base di alcuni valori.
Presto vi dirò…






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6 Risposte

  1. 1. Proprio ieri ascoltavo le partite per violino solo (Menhuin).
    2. Hai letto sul Corriere della Sera di oggi la recensione di un video del 1970 (Stoccarda) di Kleiber al lavoro? Le cose che dice all’orchestra sono semplicemente meravigliose.
    3. Stavo esplorando delle idee per rinfrescare il “mio” Festival di Torrechiara: a te che effetto farebbe una rassegna di un fine settimana, con musica solo acustica, ma non solo classica, incentrato principalmente su giovani interpreti che si susseguono sul palco come in un festival folk o jazz (o Woodstock, ma senza canne perché poi la Soprintendenza revoca i permessi)? Questa è la più ardita e delirante delle idee che sto considerando. Ciao. P.

  2. 1. io sono concentrato sul wtc I.
    2. mi precipito a scroccarne la lettura… bella questa attenzione sulla parola, in controcanto al tanto accattivante e celebrato gesto.
    3. se vuoi andare oltre, de-generalizza il tutto, non indicando preventivamente il “genere” musicale dei vari artisti che salgono sul palco e forzando così gli spettatori ad un’ermeneutica ed un confronto interdisciplinare molto serrato (e credo interessante). si può fare??

  3. La più ardita delle idee è ovviamente quella che piace meno ai miei soci. Potrei spenderla almeno per una serata diciamo così “particolare”.

  4. Mi rinfreschi a colpi di Variazioni Goldberg, “Il soccombente” e Glenn Gould se può…

  5. Gould-Goldberg: scelga sempre l’annata 1955 (vado controcorrente, lo so).

  6. L’esecuzione del wtc di Rosalyn Turek, e di Bach in genere, per il mio modo di sentire, si colloca tra le più alte. Sembra che la polifonia scaturisca naturalmente, senza sforzo, insieme all’austerità bachiana ed alle movenze di danza. Non indulge a modi enfatici.
    ciao Alessandro

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