esercizi domenicali

nel surrealismo delle domeniche mattina, con la gente che si sveglia tardi, già da qualche settimana, da una casa vicina, un/una violinista mi allieta coi suoi esercizi.
Sta preparando Bach, e dopo un po’ di riscaldamento esegue qualche brano di una sonata o di una partita per violino solo.
Non ancora la famosa Ciaccona, né la Giga che sentite, ma qualche altra danza volta per volta.
Soffermandosi sui passaggi più difficili, divagando, ricostruendo.
E’ bello, ti dà il senso del divenire, del produrre. Del passaggio dagli occhi alle orecchie attraverso i muscoli.

Oltretutto la frequenza settimanale evita la saturazione.
Mi dicevano lo scorso anno che al Giglio ha una casa Uto Ughi. E che si esercita quotidianamente, come si conviene ad un esecutore del suo calibro.
Primo giorno: ma che carino….
Secondo giorno: carino…
Quinto giorno: carino ma che due c…….
Settimo giorno: lite condominiale.

Torno al balcone.
















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