letture antistress

Sto dividendomi tra alcune letture assolutamente italiane e in quanto tali consolatorie, visto che l’Europa fino al quattro luglio farà allegramente a meno di noi.
La prima (68k circa) è dedicata ad un autentico genio direttoriale, su cui mi sono già speso qua e là: Victor de Sabata, a ricordo del quale Mario Biondi si produce in un delizioso affresco storico-esegetico, certosinamente ripreso da Seneca sul newsgroup.
Dobbiamo a questo grande direttore alcune mirabolanti testimonianze dell’esplosione di una certa Maria Callas, indimenticabile nella sua Tosca (senza dubbio “la” Tosca) ma anche nel Macbeth inciso dal vivo.
Proprio la citata opera pucciniana, inarrivabile nel cast di interpreti (Callas/Di Stefano/Gobbi), testimonia la assolutezza dell’arte interpretativa del maestro triestino, che, pur mettendo perfettamente a loro agio i solisti, conferisce una nobiltà ed una raffinatezza alla (a volte liquidata, spesso giudicata sbrigativamente) tessitura orchestrale che lascia sbalorditi. Si potrebbe quasi parlare di strumentalità narrativa, a tal punto la musica sembra assumere fulgidamente dimensioni rappresentative che trascendono il fatto cromatico. Un esempio per tutti: solitamente coperto dagli applausi per il tenore, l’episodio strumentale di raccordo tra la celeberrima E lucean le stelle e il duetto ah! Franchigia a Floria Tosca… è assolutamente splendido nel suo sorgere e nel dipanarsi crescendo e “stringendo”. L’arrivo di Tosca è il sorgere di una (ahimé fallace) nuova alba di speranza dalle macerie di un compianto. Con De Sabata sembra proprio, ascoltando, di vedere la figura della amata stagliarsi progressivamente nel canto, dall’indistinto….

Seconda lettura: dimenticato in qualche scaffale il dottor Zivago, mi sono fatto ovviamente incuriosire da una trama:

…è la rappresentazione corale della vita di un rione popolare di Firenze negli anni del dopoguerra. Protagonisti sono alcune giovani donne, belle, fiere e innmamorate dello stesso uomo, Bob, il rubacuore del quartiere. Da Casanova di rione Bob giostra tra le sei ragazze facendole spasimare, ovviamente innamorato solo di se stesso e del suo ruolo. Il suo regno è però destinato a finire senza gloria: le belle sanfredianine unite gli giocheranno la più atroce delle beffe. Tutto il romanzo si svolge con un ritmo narrativo rapido e giocoso, con un taglio teatrale nei dialoghi, spesso ammiccanti al vernacolo fiorentino, e costituisce quasi un garbato divertissement letterario, una pausa all’interno di una narrativa dalla costante drammatica.


Non pensate male ovviamente si tratta di qualcosa di sganciato dalla mia realtà personale. A parte il nick (che nel mio caso viene da molto più lontano, oltreoceano addirittura…)
E l’affresco dedicato alla mia bellissima città…che finalmente è tornata in serie A
Me lo son comprato oggi. Capito di che si tratta?












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2 Risposte

  1. Il tuo post mi ha fatto venir voglia di riascoltare il Requiem di Verdi, diretto da de Sabata, ed interpretato da Schwarzkopf, Di Stefano, Dominguez, Siepi.
    Solo a leggere i nomi, vengono i brividi.
    L’ascolto porta ad una sola, triste, considerazione:non esistono più artisti di questo livello.
    Per fortuna invece, esistono ancora persone come te che li ricordano.
    Ciao

  2. ciao, bob; conosci il tenore maurizio saltarin? te lo segnalo perchè ha una voce meravigliosa, meriterebbe maggior successo; bacio, g.

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