And everything was s…

And everything was strange and new


Lunedì scorso hanno ripassato su skyautore Il dolce domani.
Me lo sono assaporato meglio, dopo una precedente visione frettolosa. E, come al mio amico Paolo, che mi ha preceduto in una sottile rielaborazione del tema, è rimasta forte questa stupenda suggestione che balugina per buona parte del film, l’accostamento tra la vicenda narrata e la favola del pifferaio di Hamelin, in una sua parte saliente.
E’ un film tremendamente ed intelligentemente triste perché mostra una faccia spesso taciuta dell’annichilimento di una persona come di un’intera comunità. Un mutare di sensazioni, di giudizi, di punti fermi, quando si è alle prese con eventi estremi.
E non voglio dire di più per non rovinare il vostro approccio.


Il disegno complessivo, come in tutto il grande cinema, e le piccole corrispondenze e contrasti, come nel grandissimo, si svelano a poco a poco, spesso ore dopo la visione della pellicola.
Giudico questo il film più riuscito del talentuoso regista armeno-canadese Atom Egoyan, almeno per quel che ho potuto vedere. Cronologicamente viene dopo Exotica – acerbo, ma anticipatore della tendenza alla sceneggiatura “richochet” che tanto successo ha mietuto, ad esempio con Magnolia e 21 grammi. E prima de Il viaggio di Felicia, più attento al grande pubblico ma con un intenso Bob Hoskins.

Il giorno dopo ho cercato (consapevolemente: niente serendipity) qualcosa sul pifferaio ed ho trovato – nientemeno che all’università di Stanford – un libro illustrato, che a memoria dev’essere proprio quello utilizzato nel film. Quello che l’adolescente Nicole (Sarah Polley, attorialmente splendida) legge ai due fratellini.
Bello, mi dispiace manchino le illustrazioni proprio della parte più suggestiva, quella del portale incantato. Forse l’illustratore ha avuto un corto circuito figurativo.
Un elemento di alcune favole che mi ha sempre colpito è il loro responso di fronte al crudele ed al tragico. Glissando sulla costanza della legge del taglione – i bambini leggono la fine del cattivo di turno con un’eterea necessità che neanche la peggiore morale puritana sa esprimere -, rimango sempre a metà sul tema della morte come felicità sospesa, come evento caleidoscopico.
La piccola fiammiferaia che era tanto felice di esser chiamata in cielo dalla nonnina mi ha lievemente sconvolto l’infanzia.
Insieme – è vero – col pugno della Petrus Boonekamp, con i terribili ex voto (gente straziata e madonne fissili che sbucano dal nulla, uno spavento continuo), in genere con tutto l’horror litografico di Almanacco del giorno dopo. Ed anche con l’uomo elefante di Lynch, di cui ero terrorizzato finché, più grandicello, non l’ho visto con occhi cinefili e finemente apprezzato.
Ma più sottilmente di loro.
Dicevo della nonnina della fiammiferaia, che invece che farle piovere giù una stufa DeLonghi ed una rendita (o farle conoscere un calciatore), congela benevolmente la nipotina. Perché non viene considerata un demone, un ice goblin? La gente ce l’ha con la (mitica) nonna di 4 salti in padella, ed allora questa cos’è???
E perché il pifferaio non è un serial killer, ma ci si preoccupa di insegnare la morale “mantieni le promesse” al nostro bimbo cianotico per la strizza?
Proprio perché la morte nelle favole (e nel film) è qualcosa di agrodolce, sembra quasi una composizione cameristica di Brahms. E di getto sto andando con la mente all’Andante del Sestetto per archi op.18, che mi dà questa sensazione. Chissà perché.
Pensandoci, le favole sono intrise di medievalismo. Il mondo migliore sta ineluttabilmente lassù. Ma in questo caso non è sempre la vita eterna, può essere una chimera, un paradiso pagano. Un mondo di cose nuove e strane.
Vagamente inquietante.

Vedete qual è il bello del grande cinema. Portare il pensiero in lande lontanissime.





















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11 Risposte

  1. Malick è un poeta d’immagini.Scorsese disse di Badlands “i fotogrammi bisognerebbe ingrandirli ed appenderli alle pareti come poster”. La fotografia era di Almendros,che lavorò molto con truffaut che non me ne voglia dall’aldilà, ma la fotografia di Badlands resterà nella storia del cinema.Almeno io non ho mai visto qualcosa di superiore.Per quanto riguarda La sottile linea rossa,beh,parli con uno che lo ha visto almeno 10 volte.E ne conoscerai certamente i motivi…

  2. Caro Bob, eccellente affinità (però, secondo me, Exotica non è è acerbo, è proprio bello). Hai visto il mediometraggio di Egoyan dedicato a una suite per violoncello di Bach interpretato da quell’attrice/violoncellista che era anche nelal serie Saranno Famosi? Fa parte di una serie di medioemtraggi dedicati alle suite bachiane da vari registi ed è decisametne il migliore del novero.

  3. Lori Singer si chiama, l’attrice violoncellista

  4. Ricordo la rarefatta atmosfera del “dolce domani”
    in un deserto cinema di Prati, quando uscì…
    Mi gettò in uno stato stuporoso e afflitto dal quale stentai non poco a riprendermi.
    Dopo qualche anno, sento di condividere queste tue riflessioni,eccetto una mia personalissima trafigurazione della piccola fiammiferaia che mi si materializza in una similascensione ai cieli, premio ai gelidi martirìi…da bambina soffrivo molto il freddo…e avevo una nonna tremenda!:)))
    Spero che sky lo riproponga presto…urge una re-visione!

  5. PAOLO: non l’ho visto anche se l’ho individuato, almeno se c’è di mezzo anche Yo-Yo-Ma. Quanto vivamente lo consigli, id est qual è il tuo giudizio sull’opera?

  6. una volta ho letto un libro bellissimo di uno psichiatra viennese “Il mondo incantato” di bruno bettelheim e raccontava proprio di quanto le favole possano essere dannose per i bambini. Salvava solamente la favola dei “tre porcellini”. Ma più che avercela contro chi vorrebbe eliminare la nonna dei 4 salti in padella sarebbe interessante analizzare il perchè quella nonna è odiata da tantissima gente. 🙂

  7. ALEXA: “Quando la gente ti odia significa che stai iniziando a fare un buon lavoro (Charles Bukowski)” :-))

  8. Se ti odia uno non pensarci, ma se ti odiano cento comincia a chiederti cosa c’e’ che non va nella tua vita. (alexa detta sonodì)

  9. Bob, il mediometraggio di Egoyan è un film su commissione e questo forse pone alcuni limiti, comunque se ti piacciono gli altri film di Atom ti piacerà anche questo (premetto che a me piace tutta la sua filmografia, anche gli esordi davvero acerbi -per me la sua fase adulta comincia con Calendario). Anche gli altri film della serie dedicata alle suites non sono disprezzabili, ma nessuno è memorabile.

  10. ALEXUCCIA: con questa tua autocitazione hai affossato il 95% degli esponenti della cultura e del pensiero occidentale. Nonché il buon Gesù. E’ bello scoprire il Marilyn Manson che si cela in ogni crocerossina ;-))

  11. ahhaahha….non mi piegherò mai alla nonna dei 4 salti in padella sappilo!

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