experimentum romanum…

experimentum romanum


mi è arrivata via mail la segnalazione di un concerto assai particolare, che si terrà a Roma domenica prossima.
Inizialmente, ad una scorsa superficiale, ritenevo si trattasse della solita proposta di musica sacra. Poi…

Si tratta di un Concerto per organo ad ingresso gratuito nella chiesa di San Marcello al Corso (via del Corso, inizio ore 19).
Il pianista Andrea Trovato (già recensito qualche mese fa, con buoni esiti e punte di eccellenza su Chopin soprattutto) esegue una propria trascrizione organistica della Sinfonia Fantastica di Hector Berlioz.
Di primo acchito non sono a conoscenza di una prassi interpretativa organistica per questa sinfonia.
La scelta si rivela piuttosto stuzzicante, benchè la pluralità di registri da un lato riesca a salvaguardare l’impianto propriamente “sinfonico” della partitura, dall’altro si adatti molto bene alle tematiche espresse dagli ultimi movimenti (Marcia al supplizio – Sogno di una notte di Sabba, quest’ultimo con la citazione diffusa e la rielaborazione del Dies Irae di Tommaso da Celano).
Secondo me la “riuscita” maggiore o minore della serata dipenderà piuttosto dalle prime parti. Riuscirà l’organo a salvaguardare la leggerezza – nervosa, quasi d’insetto – dei primi temi, e l’andamento scanzonato del famoso valzer??

Dunue vi “passo” volentieri questa segnalazione, sperando che qualche illustre capitolino ne sia attratto, allunghi un po’ il suo pomeriggio in vasca per il centro, e magari ci partecipi le sue sensazioni d’ascolto.














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5 Risposte

  1. Caro BlogRegular (abbrevviarlo in BR non mi pare il caso), ti è mai capitato di ascoltare le musiche del chitarrista rock Jimi Hendrix in trascrizione per quartetto d’archi? Io conosco due brani eseguiti dal Kronos Quartet, ma so che il quartetto della Filarmonica G.Verdi ne ha in repertorio almeno 5. Mi piacerebbe invitarli a suonare dalle mie parti. C’è poi Nigel Kennedy che ha fatto delel trascrizioni di Hendrix, ma non per quartetto, ovviamente, bensì per violino, chitarra e contrabbasso; le trovo piacevoli all’ascolto ma il compositore tende a perdersi nelle trovate dell’esecutore.

  2. Mi cogli impreparato, caro Paolo. Allo stato attuale Jimi/classica rappresenta ancora uno iato per me. Proverò a cercare qualcosa e ti fornirò senz’altro il mio giudizio. Apprezzo molto il Kronos Quartet, sia per la tecnica che per la voglia di sperimentare e mettersi in gioco (un altro artista che secondo me ha qualcosa in più degli altri in questo senso è Gidon Kremer – non a caso KrQ+Gid hanno collaborato più di una volta).Senza avere ancora ascoltato nessuna delle trascrizioni che citi, azzardo l’ipotesi che ci troviamo in uno di quei punti nevralgici in cui l’osmosi tra musica “colta” e “leggera” (tutto molto virgolettato) riesca difficile e susciti riserve mentali ai più – come avevi evidenziato nel tuo post su battellomusica. Di qui la necessità di “abbellire” [?] virtuosizzare o comunque rendere meno piana la trama musicale, un invito a nozze per l’iperistrionico Kennedy.
    A presto e… quando c’è di nuovo il Trio di Parma fai un fischio!!!

  3. Caro BR, la mia idea è di pensare anche la prossima estate un progetto con il Trio di Parma (vagheggiavo il Quatuor pour la fin des temps di Messiaen con un grande clarinettista o qualcosa su Kodaly e il violoncello -l’avevo buttata lì a Enrico Bronzi e lui mi era sembrato eccitato). Paolo

  4. ahaha xchè sei un uomo morto? sei molto richiesto in chat? :-))))))

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