mulholland drive e lo scoppio ritardato

mulholland drive e lo scoppio ritardato

 

“…guardalo e poi spiegamelo, che non ho capito il finale…”

 

come prima sensazione, un film girato benissimo. Pieno di inquadrature suggestive, pieno dei feticci di Lynch (tendaggi, scene oniriche, personaggi surreali con dialoghi sagaci e salaci).
Poi la mente naufraga. Esternazioni di stress, di smarrimento.
Venuto via dal divano, ho dovuto far ricorso a qualche internet forum per orientarmi.
Poco a poco, ho capito.
Questo film è una meravigliosa illusione della ragione.
Come quei giochi in cui si sfrutta il punto cieco della retina, esso si ingegna nel demolire il processo logico con cui ci accostiamo alla visione di un film.
Spinti dalla dinamica giallistica, vogliamo che “tutto torni”. Vogliamo che ci venga restituito un senso lineare.
E invece di lineare c’è molto poco. Proprio come quando si sognano persone o situazioni a noi molto familiari, ma in atteggiamenti assolutamente impropri e sospesi.

Forse il modo giusto di accostarsi al film è proprio quello convenzionale, razionale. Per rimanerne totalmente straniati, ed esserne colpiti in un secondo momento, assaporandone i dettagli – magistrali – in via posticipata.

Se poi la mente abbisogna di un salvagente, andate qui (ma solo dopo la visione, poiché ve la rovinereste del tutto).
Da vedere assolutamente.

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5 Risposte

  1. ehmm … io mi so’ addormentata!

  2. La metaletterarietà del cinema di Lynch, giunta ai massimi livelli con Lost Highway, riprende la sua corsa con questo film straordinario!
    Ricco di sentimento, emozione, ricordi, può colpire per l’onirico che riempie la scena, ma anche azzittire durante l’ascolto della cantante in play-back nel teatro del silenzio.
    “Niente è come sembra”. E seguendo questa linea, il film da puro esercizio di stile si innalza a storia d’amore, dramma di gelosia, denuncia ad Hollywood e alle sue pretese, thriller al cardiopalma, arte.
    Dello stesso autore, per capire che non nasce dal nulla, consiglio “Erasehead”; naturalmente non reperibile in Italia.

  3. da piccino ho visto elephant man (bellissimo film a posteriori ma mi spaventava)… eraserhead, dello stesso periodo, mi sa che lo avevo registrato da raitre o telepiù in versione originale con sottotitoli – sarà passato una volta e basta, ovviamente.

  4. Elephant man spaventa si, ma per il disumano razzismo della gente comune nei confronti del protagonista. Erasehead è lo stesso tema, con più oniricità e assolutamente più gusto dell’orrido! ^__^

    Yours

    MAURO

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