la posta del timpano

la posta del timpano

 

è curioso vedere come sul mio blog arrivino internauti alla ricerca di informazioni musicali.
Ho deciso di considerare i referrer link, quando pertinenti, come “compito a casa”, come spunto per trattare del mio rapporto e delle mie sensazioni legate ad un compositore o ad una partitura.

Oggi voglio parlare “a braccio” della Sinfonia Classica di Sergei Prokofiev, di cui un googlenauta ha cercato un’analisi ed è capitato qui.
Si tratta, come è frequente nelle opere prime dei compositori otto-novecenteschi, di un saggio accademico di composizione, giunto al termine di un’annata (il fatidico 1917) in cui il ventiseienne Sergei, finendo il proprio cursus studiorum a S.Pietroburgo, si era dannato l’anima nello studio di Haydn.
Le sinfonie di Haydn, oltre al loro valore artistico, devono la loro importanza al fatto di essere una sorta di codificazione della cd. forma-sonata, cioè quella strutturazione, tendenzialmente di ogni movimento, in esposizione-sviluppo-ripresa.
C’è la volonta di ripercorrere queste strade mostrando la loro perfetta assimilazione.
Ma basta un ascolto anche distratto per capire che la strutturazione racchiude comunque una grande personalità dell’autore.
Ad ascoltarla, si ha l’idea di una farfalla che sta per uscire dal bozzolo. L’attenzione (peraltro non maniacale: manca per esempio, nel primo movimento, la canonica introduzione lenta) ai modi compositivi non distoglie da un giudizio di profonda originalità dei temi, e di ossimoro tra la modernità di questi ultimi e lo schema classico. Esiste quindi anche qui un rinnovamento in atto, un sentore di ricerca di nuove forme e modalità espressive. Ma l’atmosfera è piacevole, appena turbata da qualche tuono lontano (gli irrequieti registri bassi nell’Allegro iniziale) – ben dissimile per esempio dal senso di lacerazione che esprime la Notte trasfigurata di Schoenberg. Piuttosto, il mood generale di questa sinfonia è il pastiche, il ridondante, forse il gattopardesco.
I movimenti sono, dopo il citato Allegro, uno spiritoso Larghetto, una brevissima Gavotta che anticipa le atmosfere dei balletti successivi, ed un febbrile (soprattutto nei flauti) Finale allegro.
Non vado pazzo per questa sinfonia. La sto ascoltando nella lineare e pulita interpretazione di Rostropovic con l’Orchestre Nationale di France, in una registrazione Erato del 1987. Ad essa è abbinata la Sinfonia n° 6, posteriore di un trentennio. Tre tempi: quello centrale è un Largo lirico e distruttivo insieme – forse a memoria degli orrori della guerra appena conclusa – che lascia sgomenti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...