weekend multimediale

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ieri sera >>>Il titolo del film di Gus Van Sant, Elephant, riprende quello di una pellicola prodotta nell’89 dalla Bbc e diretta da Alan Clarke. Il film di Clarke parlava della violenza nell’Irlanda del Nord. Ma nasce in realtà da una diversa interpretazione. Clarke, infatti, riprendeva un vecchio detto secondo il quale il problema è ignorabile quanto un elefante in un salotto. Mentre Gus Van Sant credeva che il regista inglese si riferisse a un antico proverbio buddista del II secolo A.C. nel quale alcuni ciechi esaminano le diverse parti del corpo di un elefante, ed ognuno è convinto fermamente di capire la vera natura di quello che sta toccando: e cioè che l’elefante è un ventaglio, o un albero, o un serpente, o una corda a seconda della parte che tocca, ma nessuno comprende la verità. (fonte: GQ)

io invece credevo che fosse una stilettata politica al partito repubblicano (il cui simbolo è…), fautore della politica “a ciascuno la sua pistola”, che porta inevitabilmente a questi risultati.
Cosa è piaciuto: l’uso delle telecamere, che rende magistralmente il senso di solitudine, isolamento.
Cosa un po’ meno: l’associazione (ex Burgess) musica classica in adolescenza – tendenza delinquenziale!
Secco, straniante, diverso dal Van Sant a volte barocco che avevo visto finora.
Scena migliore: l’inizio del film, col figlio che si prende cura del padre (depresso?alcoolizzato?? semplicemente imbranato alla guida???), mi ha trasmesso molte sensazioni in ordine al dolore ed al fallimento come entità che appaittiscono le barriere generazionali ed esperienziali.

stamane>>> ultimo giorno della mostra sulla natura morta a Palazzo Strozzi.
una gran bella esposizione, che mi sarebbe dispiaciuto perdere.
Ho rivisto Il suonatore di liuto, a mio parere una delle massime espressioni figurative di ogni tempo, sempre splendidamente conservato.
Splendida anche la scuola napoletana, con l’uso dell’azzurro. Notevoli la spazialità del Bimbi e il “mestiere” di Baschenis.

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6 Risposte

  1. e posso chiederti cosa pensi di keith jarret? ho sentito delle composizioni per pianoforte sue che sono straordinarie

  2. sono di corsa….devo essere telegrafico. C’è un jarrett compositore, davvero ammirevole, che non rientra proprio nelle mie corde d’ascolto, ma mi sono ripromesso di approfondirlo a dovere. C’è anche un jarrett interprete classico (Bach, ma anche un interessante Handel), che si situa nel filone esecutivo dettato da Gould, solitamente snobbato dai critici, ma pregevole in alcune riscoperte ed attualizzazioni (le suites per clavicembalo di Handel, appunto).

  3. Imparo sempre qualcosa di nuovo leggendoti… é così rilassante il tuo modo di rendere le emozioni musicali e le immagini… Lig…

  4. Scarico con netscape e problema risolto, grazie per la segnalazione di karadar una vera miniera…gratuita. Hai seguito biennale musica? Che impressioni? Io sto combattendo con la musica contemporanea ma faccio fatica ad ascoltarla…dosi omeopatiche…

  5. incominciato a scaricare qualcosa…adesso sto ascoltado Desprez,fanfara; non è proprio una ninnananna…buona notte

  6. ligeia >> troppo gentile… 🙂
    skipper >> a me la contemporanea piace tantissimo, la ascolto spesso e molti sostengono che per questo io sia intrattabile…. c’è un solo criterio per avvicinarsi ad essa ed è quello comune al resto, cercare di lasciarsi prendere e coinvolgere, se va va. Quanto a Desprez, ci credo che non è una ninna nanna! 🙂 buonanotte

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