Siccome è tardino…

Siccome è tardino…

 

Ed ho sonno, recensisco l’Otello di stasera in forma coincisa, dando voti qua e là:

Otello (Vladimir Galouzine), mi aspettavo peggio, visti i commenti alla prima – qualche ululato anche stasera. Tenore dal timbro peculiare, di buona potenza e registro (non sbaglia un acuto, anche se quasi trasmette un senso di fatica fisica), klingoniano nella dizione. Voto: 6+
Desdemona (Barbara Frittoli), mi aspettavo un po’ meglio, visti i commenti alla prima. Soprano certamente fine e morbido, a volte inintellegibile anche lei, qualche incertezza nel primo atto. Ottimo invece tutto il quarto. Voto: 6,5
Iago (Carlo Guelfi)
, grande espressività vocale, cura per la frase. Dandy (la mia Incredibimba), da brava danseuse classica, lo stronca sulla presenza scenica: per lei non sa fare il cattivo, per me fa benissimo il falso buono.
La scena dell’ubriacatura è impeccabile (bravo ex aequo con gli altri). Voto: 7
tra gli altri protagonisti, brilla il Cassio di Raymond Very, e piace l’Emilia di Gabriella Sborgi
.
Orchestra e coro del maggio, nonostante qualche puntiforme calo di concentrazione e di amalgama, stasera li ho sentiti particolarmente efficaci, più affascinanti e meno artefatti nel suono (in particolare l’Orchestra era la sorella maggiore di quella del Parsifal di Conlon). Sono loro i protagonisti della serata. Voto: 7,5
Zubin Mehta
, col quale sono molto esigente perché sono un suo fan, mi perdonerà se l’ho trovato meno ispirato del solito, avendomi lasciato un senso di “Verdi prima maniera” in un’opera invece così slanciata in avanti. Indeciso sull’aiutare i solisti (come fa allentando cavallerescamente gli attacchi del “Salice” di Desdemona) o piuttosto andarci sopra. Voto: 6,5
Lev Dodin
ci propina una scenografia immobile, gran saltar (e pestare i piedi) di ballerini sguaiati all’inizio, un letto matrimoniale dal secondo atto in poi ed una terribile Desdemona versione “Corcovado a pancia in su” nel quarto. Sul newsgroup qualcuno parlava dell’immobilità di scene e lettone come simbolo anticipatorio della tragedia, o di amore e morte. Io direi piuttosto: “bambole, non c’è una lira”. O un’idea. Voto: 5-
Giudizio finale: nel complesso un allestimento piacevole, un po’ stucchevole in certi passaggi, ma di buona riuscita in altri. Una regia più rilassata avrebbe alzato la media.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...