Una lacuna colmata

stasera, alla disperata ricerca di un luogo con aria condizionata, ci siamo catapultati a vedere “La finestra di fronte”. Mi è dispiaciuto averlo bucato ai tempi della sua uscita, così ho un po’ forzato la mia accompagnatrice (che non aveva gradito le fate ignoranti, mi dissocio), e ne siamo rimasti entusiasti entrambi.

La solita leggerezza ponderosa di Ozpetek nel trattare su più fronti il tema delle diversità. Azzeccatissimo il nodo del latente desiderio di essere approvati dalla gente “normale”, che porta il protagonista maschile (uno stupendo, tenero Massimo Girotti) a fare la sua scelta (che ovviamente non rivelo).
Almeno una scena resterà impressa nel mio immaginario cinematografico: il piano sequenza circolare del tavolino all’aperto e, subito dopo, la saracinesca chiusa.
Forse un po’ claudicante e più debole l’elemento della storia d’amore “interfinestra”.

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