Son soddisfazioni! Sto leggendo, sul Venerdì di Repubblica, la recensione di Enzo Siciliano al cd di Debussy che feci oggetto di attenzione giorni fa, e noto delle convergenze nei pareri. Cito: …nell’esecuzione di Abbado avverto uno smalto di sensualità, un interno bollore quasi fisiologico della materia musicale, da cui si è immediatamente sedotti… lo spazio si dilata, sprofonda verso un richiamo anche irraggiungibile di significato…
Fa piacere essere avvalorati nelle proprie intuizioni critiche da una persona che, la si pensi come si vuole sulle vicissitudini RAI, è un raffinatissimo critico musicale.
Peraltro l’intero articolo (Debussy: cristallo o fuoco?, a pagina 131), nella contrapposizione tra due diverse letture del Prelude à l’aprés-midi d’un faune – quella “sensuale” di Abbado contro quella “marmorea” di Boulez – riflette una problematica comune alla musica di Debussy: basti pensare alla querelle, talora anche molto accesa, riguardante l’opera per pianoforte, tra i caldeggiatori dell’interpretazione di Benedetti Michelangeli da una parte e quelli di Gieseking o Ciani dall’altra.

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