Due sabati consecutivi "senz’ombra".
Dopo le complesse e alla fine festanti evoluzioni targate Strauss/Hofmannstahl, si cambia completamente registro.
Qui l’ombra manca perché l’albero che produce la castagna boliviana – denominazione commercialmente trasfusa nel più fashionable "noce brasiliana" – ha foglie corte e altissime, dunque non offre ristoro ai lavoratori. Anche questa piccola dignità corporea – oltre all’ombra lunga del ricordo – sembra negata ai campesinos del Pando, evocati nel magnifico assolo di César Brie, Albero senza ombra, cui ho potuto assistere (nell’ultima data) lo scorso weekend all’Istituto Francese, nell’ambito di Fabbrica Europa. Brie era presente anche l’anno scorso, col Teatro de Los Andes e la rilettura omerica; stavolta torna in prima persona con una produzione di Pontedera Teatro.
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Dopo le complesse e alla fine festanti evoluzioni targate Strauss/Hofmannstahl, si cambia completamente registro.
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