Chef Bruno e Samuel Express

tutti son convenuti a teatro per l’omaggio al Nume Samuel Ramey, che, con la sua gran voce e presenza,  in-carna in-canta e seduce la platea da par suo nei panni di Mefistofele. Un “Boito interrotto” tuttavia, perché quei cinque minuti di performance, incastonati nel trimalcionico affresco musicale e corale del Prologo in cielo, rendono la presenza del cotonato Sam un cameo più che una prova intera.
Molto più interessante la prima metà della serata, che ha proposto due partiture importanti e per giunta dalla rara ripresa discografica. Prima il Coro di morti di Petrassi sul celebre incipit del dialogo leopardiano tra Ruysch e le sue mummie (di dedica ideale agl’italici calciantj della Coppa Confederata): opera singolare per organico (coro maschile, 3 pianoforti, orchestra senz’archi); scrittura cupa ma dalla verve prorompente nell’esordire con una prima parte accentuatamente ritmica, “di Totentanz” (Vlad), per poi imbastire una fuga a 4 voci (da "Vivemmo") e ancora squarcianti episodi corali ("Chi fummo?"). Leggi l’articolo completo

Équipe 80

L’orchestra del Maggio, doverosamente guidata da Zubin Mehta, ha da un centinaio di minuti concluso il concerto celebrativo del suo 80° compleanno. Lo ha fatto con 7 mesi di anticipo rispetto alla data ufficiale (9 dicembre): volendo, come ha sottolineato il Sovrintendente Giambrone, festeggiare nell’ambito del “suo” Festival onomastico.
Mi ci sono buttato all’ultimo tuffo.
La serata, in cui l’orchestra è stata insignita del Fiorino d’oro da parte del Sindaco, ha visto un bel programma sinfonico, che altro non era che quello proposto 80 anni fa da Vittorio Gui: un concerto grosso di Corelli (il secondo dell’opera 6: stuzzicante vedere Mehta dirigere una piccola orchestra), poi la Settima di Beethoven, le Fontane di Roma di Respighi, i due Nocturnes senza coro di Debussy, l’ouverture del Tannhäuser. Leggi l’articolo completo