Dopo le complesse e alla fine festanti evoluzioni targate Strauss/Hofmannstahl, si cambia completamente registro.
Leggi l’articolo completo
giovedì sera, puntuale come ogni anno, l’incontro alla Pergola con Glauco Mauri e Roberto Sturno, questa volta impegnati ne L’inganno (Sleuth) di Shaffer. Avevo visionato tempo fa la pellicola di Branagh con Michael Caine e Jude Law, ma si tratta di due adattamenti molto diversi – e infatti (e lo ignoravo fino a oggi) quello cinematografico passava per la riscrittura di Harold Pinter. Leggi l’articolo completo
La mia stagione 2008/09 di spettatore è iniziata giovedì scorso con Glauco Mauri e Roberto Sturno, impegnati alla Pergola ne Il vangelo secondo Pilato del francese Éric Emmanuel Schmitt.Mauri ne è interprete con Roberto Sturno, e i due rappresentano niente di meno della perfezione tecnica: mai un calo di voce, mai una intonazione inappropriata a ciò che si esprime o si suggerisce, mai una titubanza lungo la monumentale densità dell’opera (e a maggior ragione della sua riduzione). Leggi l’articolo completo
Per chi non lo avesse letto, il testo teatrale di Dürrenmatt, che giudico – nonostante i suoi 58 anni – attualissimo e straordinario, è dotato di quel sottile equilibrio tra gusto ed ironia che rende possibile il sorriso e la risata intelligente e riflessiva, senza dover ricorrere ad alcuna forzatura.
Non così evidentemente per il quotato regista Roberto Guicciardini, che ha sentito la necessità di trasformare i personaggi gravitanti attorno all’imperatore in rozze caricature, introducendo espedienti cabarettistici di bassa lega: a volte vecchi come il cucco (il de gustibus non di-sputandum; oppure la fantozziana alterazione di nomi comuni o propri: sono arrivati i marzian.. i germani); altre volte addirittura latentemente xenofobi come il salamelecco dell’imperatore d’oriente.