stroncatura zen

a leggere i giornali sembra che l’allestimento registico di Tosca sia piaciuto solo a me. Attendendo di avere accesso alla critica del Corriere, leggiamo sul cartaceo di Repubblica (1 maggio, prima pagina della cronaca di Firenze) che il teatro "è venuto giù dai fischi" (sic) per il regista. Scrive Fulvio Paloscia: "non traspaiono bene le ragioni (sic) dell’ambientazione del dramma tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento… basta davvero l’immagine del perfido barone trasmessa dalla tv mentre tiene un discorso (e come non individuare qualcosa di vagamente berlusconiano?) a dar forza ad una lettura registica tutto sommato normale?…Corsetti ammicca ma non osa."
A questo articolo è sottesa una visione registica forte, che incardini l’azione entro un contesto preciso e granitico. Questione di gusti. L’ambientazione di Corsetti è molto più indeterminata: tutti la portano agli anni sessanta settanta per la presenza della tv, ma costumi – e scenografia "di lager" del terzo atto fanno pensare ad epoche precedenti. L’indeterminatezza ha il pregio di ripulire le tematiche profonde ed eterne dell’opera (potere, libertà) da un unico contesto storico, e soprattutto di porgere una lettura senza imporla, sublimando in qualche modo la capacità argomentativa dello spettatore.
Del resto nei "dubbi arcoriani" dello stesso Paloscia è la riprova che questa visione fa lavorare gli ingranaggi. Una stroncatura che nega se stessa, come in una bella storia zen.

11 risposte a “stroncatura zen

  1. mi rendo conto che i miei commenti sono sempre e regolarmente OT (ormai sei diventato troppo colto per me :) ma mi chiedevo per quale motivo quando apro il tuo blog la finestra si ridimensiona e diventa ogni volta più piccola.
    boh?
    un bacione e buona giornata.

  2. Come al solito Paloscai non capisce niente. La tosca è stata bvellissima e il pubblico fiorentino non capoisce quando si può fare di nuovo. sarebbe bello inserire puccini nell’ambientazione 2004 è sempre attuale. Ma perchè si fà scrivere di musica classica chi non ci capisce nulla. Il pocero Paloscia potrebbe solo paraler di Musica POP. e’ UNA USANZA FISCHIARE IL REGISTA ALLA PRIMA IN PARTICOLAR MODO SE I GIORNALI DA QUALCHE GIORNO PARLANO DLELA SCENOGRAFIA INUSUALE. PALOSCIA CAMBIA MESTIOERE E RACCONTA IL VERO. i fISCHI SI’ MA NON SONO STATI TANTI

  3. b.b. grazie dei complimenti immeritati; ele, sarà la pochezza dei contenuti… a parte gli scherzi, l’unica cosa che il mio template dovrebbe fare è quella di spostare il vertice della finestra in alto a sx. ma magari ora lo correggo.anonimo: grazie del tuo intervento, ci hai lasciato la curiosità su chi tu sia…

  4. giorgia, stasera vado a sentire il tuo idolo (spero anche a vederlo, dacché la mia sfiga alle prove generali è proverbiale, finisco sempre dietro a qualche cameraman)

  5. bob – ho appena finito di ciattàre con lui su messenger. ora sta facendo i vocalizzi. ha detto che anche le prove sono tutte esaurite!

  6. bene, casomai passagli il mio link, scriverò sicuramente qualcosa e magari mi fa piacere se mi legge. Tu un ticket lo hai arraffato? Un sold-out così era da tempo che non si vedeva… buon segno.

  7. macché, la storia del biglietto è lunga e tormentata e ci stava scappando pure il morto (nel senso che io stavo per strangolare la persona che si è *casualmente* *dimenticata* di ordinarli al box office…). comunque giugno è vicino, il vaticano sta lì (e so io di che parlo) e adesso mando il link al tuo blog a mr.vocalizzo così dopo se gli va se lo viene a leggere. :)

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